Nassim Haramein. La teoria del tutto

Albert Einstein non riuscì mai ad elaborare una teoria che unificasse l’elettromagnetismo e la gravità. Haramein ha proseguito con questa teoria, ponendo le basi per il suo completamento.
Nel 2003 Nassim ha fondato l’organizzazione no-profit “The Resonance Project Foundation” alle Hawaii, dedica all’unificazione di scienza e filosofia, attraverso una costante osservazione della natura.
Al centro della Teoria del Tutto di Nassim Haramein ci sarebbe l’idea che noi tutti saremmo immersi in un mare di energia fondamentale la quale rappresenterebbe la sorgente del mondo fisico…

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Tuttavia, questo spazio non sarebbe affatto vuoto nel senso usuale del termine, ma letteralmente pieno di energia, un’energia incredibile che collegherebbe assolutamente tutto e sarebbe incredibilmente ricca di informazioni. In questo modello, ogni atomo, inclusi quelli di cui noi siamo composti, sarebbe un buco nero che assorbirebbe informazioni dal vuoto e vi irradierebbe a sua volta informazioni come un buco bianco, essendo i due processi l’uno l’inverso dell’altro.
Il vuoto si auto-organizzerebbe e si troverebbe dappertutto, mentre l’atomo sarebbe un mini buco nero alimentato indefinitamente dal vuoto stesso; ecco perché l’elettrone ruoterebbe per miliardi di anni senza un’apparente fonte di energia.

Per dare un’idea della densità del vuoto, Nassim fa l’esempio di prendere ipoteticamente tutte le stelle dell’ Universo e di metterle in un cm³ di spazio; allora si otterrebbe una densità ancora di molto inferiore a quella del vuoto. Se poi dovessimo estrarre una infinitesima percentuale dell’energia contenuta in quel cm³, avremmo abbastanza energia per far funzionare l’intero pianeta. Non ci sarebbero inquinamento e gas serra ma solo tantissima energia per tutti.

Nassim Haramein è convinto che si stia per avvicinare il momento in cui la scienza sarà in grado di comprendere pienamente il funzionamento dell’Universo e che ciò avverrà nell’ambito di questa stessa generazione.
I viaggi interplanetari non sarebbero più un sogno grazie alle nuove tecnologie. Nassim prevede ad esempio che, nel giro di vent’anni, le persone potrebbero andare su Giove o sulla Luna per il weekend e questo grazie alla comprensione del funzionamento dei campi gravitazionali al fine di spostarsi con facilità nell’Universo. Questo sarebbe importantissimo anche per trascendere le limitate risorse del nostro pianeta.
La Geometria Sacra può essere definita come l’espressione visiva dell’Universo. Per esempio, il famoso “Fiore della Vita”, appare in numerosi templi e siti sacri della Terra.
Altra espressione dell’Universo è la forma del doppio toroide, visibile nell’atmosfera della Terra. Il doppio toroide sarebbe la funzione della struttura dello spazio-tempo. Anelli di forma toroidale circonderebbero la Terra, e tutti gli altri corpi celesti, come le stelle e le galassie.

Una delle caratteristiche fondamentali del toroide è quella che esso ha, al suo centro, una singolarità, un punto di immobilità e di bilanciamento. Questo punto centrale connetterebbe tutti i sistemi esistenti con il Campo Unificato sottostante. Si tratterebbe di una realtà olografica in cui ogni entità informerebbe l’intero cosmo della sua esistenza locale tramite il Campo Unificato.

Quando l’energia si muove nel punto zero o singolarità, dove troviamo l’immobilità, allora la geometria si ridurrebbe alla minima quantità di vettori per avere stabilità ed equilibrio assoluto.
Nelle sue equazione, Nassim proverebbe che il doppio toroide sarebbe il risultato di una struttura composta da tetraedi che produce una torsione o spin. Il punto centrale della rotazione sarebbe l’immobilità e questa struttura di tetraedri risulterebbe essere una stella di David in 3d, una stella a sei punte, la stessa che troviamo nel cuore di Buddha e nella tradizione Ebraica.

Le teorie di Nassim Haramein prevedono che ogni stella nell’universo sia in realtà un buco nero con un flusso di energia duplice toro dinamica.

La geometria di base dell’Universo sarebbe la stessa di quella dell’acqua sulla quale si basa la vita sulla Terra. La vita emergerebbe dall’acqua perché l’informazione passerebbe dalla struttura dello spazio-tempo alla molecola dell’acqua che quindi produrrebbe l’organizzazione biologica della nostra biosfera.

Nell’ultimo documento pubblicato di Nassim Haramein “Quantum Gravity and the Holographic Mass”, egli descrive una soluzione per il calcolo della gravità utilizzando unità di energia sferiche di dimensioni pari alla lunghezza di Planck (PSU), disposte nello schema del fiore della vita in 3D, secondo un approccio olografico generalizzato. In altre parole , lo spazio stesso sarebbe composto di discreti super minuscoli pacchetti di energia. Questi minuscoli pacchetti potrebbero essere pensati come i “pixel” che compongono l’universo e poiché non sono quadrati, ma sferici, in realtà sono chiamati “voxel” . Scoperta da Max Planck, la più piccola lunghezza misurabile, sarebbe pari a 0.000000000000000000000000000000000001616cm.

E ‘ quasi impossibile immaginare quanto è piccola la lunghezza di Plank. Tuttavia, se immaginiamo un minuscolo puntino che è 0,1 millimetri (o la più piccola cosa che ad occhio nudo si possa vedere ), e pensiamo di gonfiare quel puntino come un palloncino, fino alla dimensione dell’universo osservabile, il Planck equivarrebbe circa ad un puntino di 0,1 millimetri in tale universo.

Nassim Haramein chiama questi minuscoli pacchetti di energia di Planck, Spherical Units ( PSU). Queste forme d’onda sferiche si sovrapporrebbero perfettamente per formare il fiore della vita in 3D come base strutturale dello spazio stesso. Utilizzando questi voxel universali ( Pixles sferici), Nassim avrebbe quindi calcolato quanti ne potrebbero entrare all’interno del volume di un protone rispetto a quanti sarebbero presenti sulla superficie esterna del protone stesso. Tale rapporto, una relazione geometrica, equivarrebbe al campo gravitazionale.
La gravità sarebbe un rapporto geometrico per cui si potrebbe utilizzare la struttura reticolare a forma di fiore 3D come base per il calcolo della forza gravitazionale di qualsiasi oggetto nell’universo, dal protone al buco nero al centro di una galassia, a tutto l’universo stesso.