IL MANICHEISMO:
LA DUALITA’ E L’UOMO COME SCINTILLA DI LUCE IMPRIGIONATA NEL CORPO.

 

manicheismo - geografia -

Il manicheismo è una religione radicalmente dualista: due principi, la Luce e le Tenebre, coevi, indipendenti e contrapposti influiscono in ogni aspetto dell’esistenza e della condotta umana.

Il manicheismo fonde in modo originale elementi cristiani di derivazione giudaico-cristiana (Elcasaiti) e gnostica, in particolare di Bardesane e di Marcione, assieme a una riformulazione del dualismo zoroastriano e di elementi della morale e dell’organizzazione simile a quella dei buddisti.Trovò raramente supporto e tolleranza dai governi e fu frequentemente e duramente perseguitato in ogni dove dai governi e dalle altre religioni.
In Occidente le leggi contro i manichei furono utilizzate per secoli per combattere eresie cristiane basate su un dualismo di origine gnostica.

1- La Chiesa manichea

Alla base della dottrina insegnata da Mani c’è un DUALISMO radicale e assoluto, metafisico ed etico, che pervade macrocosmo e microcosmo.
2- La morale

Secondo Mani “virtuoso” è proteggere e salvare la luce che è imprigionata nella materia e quindi in ogni essere vivente.

La salvezza viene raggiunta con la morte dopo aver completato il processo di liberazione della Luce che ciascuno ha in sé.
Se il processo non è completato, la particella di Luce sarà travasata in altre catene corporee.
Ciò comporta l’astensione dall’atto sessuale in quanto protrae la prigionia della luce in un altro essere e l’astensione dall’uccisione della vita in ogni forma, anche per gli animali e le piante per non far soffrire la luce che è in loro.

Norme così rigide hanno comportato l’individuazione di una doppia morale: l’adozione piena delle norme morali da parte di un gruppo ristretto di religiosi, chiamati “Eletti” o “Perfetti” e un’interpretazione più elastica per tutti i credenti, chiamati “Uditori” o “Catecumeni”, tenuti solo ad avvicinarsi alla salvezza.

Le due comunità avevano uno stile di vita completamente diverso e pochi eventi comuni come la preparazione dei pasti da parte degli Uditori, la confessione e il versamento delle elemosine.

3- Gli Eletti

Gli Eletti erano tenuti a osservare rigorosamente cinque comandamenti:

-non mentire
-non uccidere – da intendersi in modi estensivo nei riguardi del mondo animale e vegetale e degli elementi naturali (luce, fuoco, acqua, vento, aria)
-ssere puri – con il divieto assoluto di compiere l’atto sessuale
-non mangiare carne – che implica una serie di divieti alimentari e periodi, anche prolungati, di digiuno
-godere di una felice povertà – i Perfetti dovevano vivere dei doni della comunità, non possedere nulla eccetto una veste, bianca come simbolo di purezza, e cibo per un giorno

Queste norme vengono espresse anche parlando di sigilli, precetti e divieti che riguardano la bocca, le mani e il grembo.

Gli Eletti dovevano rispettare le regole dei digiuni e delle preghiere, non avere fissa dimora ma dedicarsi alla predicazione del messaggio di speranza e di pace. Non potevano inoltre svolgere opere manuali, compresa la preparazione del cibo. Questo compito era svolto dagli Uditori che venivano assolti per tale crimine. Il pasto degli Eletti viene trasformato così in cerimonia religiosa con il suo corredo di preghiere ed inni. Il pasto viene quindi reinterpretato come un mezzo per liberare la Luce che è imprigionata nella materia.

4- Gli Uditori

Oltre a provvedere al sostentamento degli Eletti, gli Uditori, per avvicinarsi alla Salvezza, dovevano rispettare dieci comandamenti (le varie formulazioni giunteci non sono sempre uniformi), che VIETAVANO di:

-adorare gli idoli
-seguire falsi profeti
-eseguire pratiche magiche
-essere irriverenti verso gli Eletti
-bestemmiare o mentire
-macellare animali e bere bevande fermentate
-spaventare, ferire e uccidere uomini e animali
-sposare più di un coniuge e commettere adulterio

-omettere di soccorrere bisognosi ed afflitti
-rubare e ingannare

Gli Uditori erano tenuti a quattro momenti di preghiera al giorno (alba, mezzogiorno, tramonto, notte) e ad alcuni periodi di digiuno. Le preghiere di Uditori ed Eletti erano rivolte al Sole di giorno e alla Luna di notte.

5- L’organizzazione

La Chiesa era guidata da Mani e dai suoi successori che risiedevano a Babilonia (e successivamente a Samarcanda).

Il Capo della Chiesa era aiutato da dodici “Maestri” o “Apostoli”, e quindi da settantadue “Vescovi” o “Diaconi” e da trecentosessanta “Presbiteri” o “Intendenti”. Queste cariche erano riservate solo agli uomini.

Gli altri Eletti, e le Elette, svolgevano le funzioni di predicatori, scribi, cantori e addetti alle fondazioni pie. Gli Uditori provvedevano al sostentamento degli Eletti. Le elemosine, nella misura di un settimo o un decimo di quanto posseduto, erano il pilastro di funzionamento della Chiesa manichea.

Non vi è traccia di edifici per il culto manichei eccetto un tempio, ora buddista, sopravvissuto in Cina ma la Chiesa poteva dotarsi di monasteri nei quali gli Eletti potevano studiare ed essere preparati alla vita di missione.

6- Il culto e i riti

La principale festa dei manichei è Bema (dal greco, il “palco”, la “cattedra”, il “trono”) in ricordo della passione di Mani e dell’ascesa al cielo della sua particella di Luce.

La festa si svolgeva all’equinozio di primavera ed era preceduta da trenta giorni di digiuno e da una veglia con preghiere e canti nella notte precedente. All’alba con i primi raggi del sole, l’inno all’Aurora glorificava il ritratto di Mani posto su un trono sollevato da cinque scalini. La Cerimonia prevedeva la recitazione di preghiere, la confessione generale, la lettura del Vangelo di Mani e dell’ultima lettera scritta dal carcere Lettera del Sigillo e infine inni e canti di gioia per la trionfale ascensione.

La confessione, sia privata che pubblica, settimanale, annuale o in occasione del Bema rientrava fra gli obblighi gli Eletti e degli Uditori. Gli Eletti si confessavano tra loro, e poi confessavano gli Uditori, il lunedì.

La musica trova ampio utilizzo nelle cerimonie manichee come mezzo di elevazione e liberazione della Luce; alla musica degli

strumenti a corda e a fiato si aggiunge il canto, da semplici cantilene a canti corali.

Numerosi gesti rituali usati dai manichei come la stretta delle mani destre, il bacio della pace, la prosternazione e la genuflessione e l’imposizione delle mani sono presenti anche in altre tradizioni religiose.

7- luci e ombre
Comunque centrale all’insegnamento di Mani è la lotta epica tra i regni della Luce e dell’Oscurità, un pauroso racconto di avidità, lussuria e cannibalismo.
Credenze manichee trovano inoltre corrispondenza in testi apocrifi di ispirazione gnostica: ad esempio la credenza manichea che Cristo sia stato crocifisso in ogni roccia ed ogni albero trova una corrispondenza nel Vangelo di Tommaso, la Croce di Luce dei manichei viene discussa negli Atti di Giovanni. Mani conosceva inoltre l’Inno della Perla incluso negli Atti di Tommaso.

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